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Dizionario culturale

Mafia

La mafia è un’organizzazione criminale molto particolare: non si limita infatti a compiere atti illegali, ma punta alla gestione del potere e al controllo del territorio e della società, contando su legami di sangue (infatti si parla di “famiglie mafiose” anche perché molti mafiosi sono imparentati tra loro). Per questo è molto difficile combatterla, perché dietro la mafia c’è una mentalità che cambia e peggiora la società. In molte zone dove la mafia ha potere, ci sono complicità di tanti cittadini che, pur non compiendo niente di illegale, nei fatti difendono o approvano con i comportamenti le azioni criminali della mafia (omertà = il silenzio di chi non denuncia i criminali). La lotta alla mafia è fatta perciò di azioni di polizia, ma anche di educazione dei giovani, a cui bisogna offrire modelli e valori diversi da quelli offerti dai mafiosi, lavoro per le zone più povere, in modo che nessuno debba più rivolgersi al mafioso del luogo per lavorare, e presenza dello Stato.

In Italia ci sono diversi tipi di mafia, secondo la provenienza regionale.

In Sicilia la mafia locale si chiama Cosa Nostra, molto presente anche negli Stati Uniti. Ha avuto un grande potere soprattutto nel passato, ma negli anni più recenti lo Stato ha registrato alcuni successi che fanno sperare in un ridimensionamento, soprattutto dopo le grandi stragi di mafia del 1992 e del 1993. Si è vista anche una grande reazione della società siciliana, dove sono sempre di più i cittadini che si oppongono al potere mafioso. Cosa Nostra gestisce circa 13 miliardi di euro l’anno.

In Calabria c’è la ‘ndrangheta, mafia che è diventata molto ricca e potente con i sequestri di persona e che ha investito poi queste ricchezze nel traffico della droga. Oggi la ‘ndrangheta è la più potente organizzazione internazionale del traffico della cocaina, e si è insediata anche fuori della Calabria. Le ‘ndrine (famiglie mafiose) sono presenti ormai anche nel Nord Italia, dove controllano alcuni settori dell’economia (come l’edilizia), e in altre parti del mondo. La ‘ndrangheta ha un giro di affari di oltre 44 miliardi di euro, il 2,9% del Pil italiano.

La camorra è la mafia che soffoca Napoli e la Campania, ma che si è estesa anche in altre zone d’Italia. Le attività camorristiche sono legate al traffico della droga, al riciclaggio del denaro sporco, al traffico d’armi. Il giro di affati della camorra è di circa 12 miliardi di euro.

In Puglia c’è la Sacra Corona Unita, organizzazione che negli ultimi anni è stata molto indebolita. Si ritiene che guadagni circa 2 miliardi di euro l’anno.

Comprensione del testo

  1. Cosa rende la mafia un’organizzazione criminale particolare?
    a) Compiere solo atti illegali
    b) Controllare il territorio e la società
    c) Essere presente solo in Italia
    d) Non avere legami familiari tra i membri
  2. Quale mafia è presente principalmente in Sicilia?
    a) Cosa Nostra
    b) ‘Ndrangheta
    c) Camorra
    d) Sacra Corona Unita
  3. Quale mafia è diventata molto ricca grazie ai sequestri di persona e al traffico della droga?
    a) Cosa Nostra
    b) ‘Ndrangheta
    c) Camorra
    d) Sacra Corona Unita

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Biografie Letture intermedie

Giovanni Falcone

Nato a Palermo nel 1939, Giovanni Falcone studia Giurisprudenza e diventa magistrato. Opera fin da subito in Sicilia e nel 1978 riesce a farsi trasferire a Palermo, dove entra negli uffici del magistrato Rocco Chinnici e lavora accanto a un altro giudice presto molto famoso, Paolo Borsellino. Insieme organizzano uno degli uffici giudiziari più efficienti, facendo fare enormi progressi alla lotta contro la mafia. Una delle innovazioni è l’attenzione particolare ai flussi bancari e finanziari, che permette di dimostrare con chiarezza il potere, in Italia e all’estero (soprattutto negli Stati Uniti) di Cosa Nostra, la mafia siciliana. L’arrivo alla Procura di Palermo di Antonino Caponnetto (che sostituisce Chinnici, assassinato dalla mafia nel 1983) porta una novità: la nascita del “pool” antimafia, cioè un gruppo di magistrati che si occupano solo di mafia e che lavorano scambiandosi informazioni ed esperienze, ottimizzando le risorse per le indagini. I successi sono subito notevoli, come l’arresto del boss mafioso Tommaso Buscetta e il completamento del “Maxiprocesso”, che nel 1987 porta a centinaia di condanne per mafia. Proprio quell’anno cominciano a manifestarsi i cattivi rapporti tra Falcone e alcuni ambienti della Magistratura, portando a un arretramento nel lavoro antimafia della Procura di Palermo. In quegli anni Falcone è al centro di aspre polemiche, che di fatto rompono in fronti contrapposti il blocco anti-mafia, favorendo notevolmente la crescita del potere di Cosa Nostra.

Falcone viene anche chiamato a Roma per collaborare con il Ministero della Giustizia, allo scopo di innovare a livello nazionale la lotta alla mafia, ma le divisioni sono ormai radicate. Il 23 maggio 1992, di ritorno da Roma a Palermo, mentre percorre l’autostrada che porta dall’aeroporto di Punta Raisi al capoluogo siciliano, Giovanni Falcone subisce uno spaventoso attentato. Cinque quintali di tritolo (TNT) fanno esplodere la sua auto e quelle della scorta. Rimarranno uccisi lo stesso Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta (Vito SchifaniRocco DicilloAntonio Montinaro).

Il 25 maggio, il giorno del funerale, la moglie di Vito Schifani, la 22enne Rosaria, ha pronunciato in chiesa parole che hanno commosso l’Italia, per la disperazione e per il coraggio del perdono:

«Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani – Vito mio – battezzata nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato – lo Stato… – chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, però, se avete il coraggio di cambiare… loro non cambiano… se avete il coraggio… di cambiare, di cambiare, loro non vogliono cambiare loro… di cambiare radicalmente i vostri progetti, progetti mortali, che avete. Tornate a essere cristiani. Per questo preghiamo nel nome del Signore che ha detto sulla croce: “Padre perdona loro perché loro non lo sanno quello che fanno”. Pertanto vi chiediamo per la nostra città di Palermo che avete reso questa città sangue, città di sangue… Vi chiediamo per la città di Palermo, Signore, che avete reso città di sangue – troppo sangue – di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l’amore per tutti. Non c’è amore, non ce n’è amore, non c’è amore per niente».

Comprensione del testo

  1. Qual è stata una delle innovazioni introdotte da Giovanni Falcone nella lotta contro la mafia?
    a) Attività diplomatica con altri paesi
    b) Attenzione particolare ai flussi bancari e finanziari
    c) Utilizzo di mezzi di comunicazione avanzati
    d) Infiltrazione nelle organizzazioni criminali
  2. Chi ha completato il “Maxiprocesso” nel 1987, che ha portato a centinaia di condanne per mafia?
    a) Antonino Caponnetto
    b) Vito Schifani
    c) Giovanni Falcone
    d) Tommaso Buscetta
  3. Cosa accadde il 23 maggio 1992 durante il tragitto da Roma a Palermo?
    a) Giovanni Falcone e sua moglie furono rapiti dalla mafia
    b) Giovanni Falcone subì un attentato terroristico
    c) Giovanni Falcone si dimise dalla carica di magistrato
    d) Giovanni Falcone ricevette un premio internazionale per il suo lavoro

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